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3月4日

Josè Mourinho: un uomo, un mito. Conferenza stampa prostituzione intellettuale, juventus milan roma campagna stampa manipolazione opinione pubblica balotelli

E' assolutamente vero: il calcio non è una delle cose importanti nella vita. Ci sono cose ben più serie, specie in un momento come questo, dove la crisi economica paventa dimensioni planetarie e imprevedibili.
Ma, altrettanto vero, si tratta di fenomeno sociale che non può essere sottovalutato, poichè, dicono, "di non solo pane vive l'uomo". E allora non si può sottovalutare un fenomeno che polarizza le passioni del popolo e attorno al quale ruotano interessi (più o meno chiari), affari (più o meno limpidi), stipendi (più o meno esagerati), e posti di lavoro di ogni ordine e grado.
Si muovono passioni, emozioni, sentimenti attorno al pallone. E quindi nel pallone si rispecchiano come proiezioni  di quelle che sono le spinte, le pulsioni, i movimenti dell'anima di quella categoria di persone definite col termine di "tifosi".
Non è un fenomeno avulso dal resto del tessuto sociale: ne è inserito, ne fa parte, ne è espressione e spesso ne costituisce una forza portante.
E così come, ahinoi, la nostra società, anche il calcio deve necessariamente presentare fenomeni di disonestà. Risultato: Calciopoli.
Dopo Calciopoli è venuta fuori una squadra egemone, l'Inter, che si era dimostrata immune al marcio che dominava il mondo del calcio italico.
Oggi, a pochi anni di distanza da quello scandalo, assistiamo al ritorno del "vecchio che avanza".
Fuoco incrociato sull'Inter quindi, da parte del vecchio gotha calcistico con la connivenza degli organi di informazione.
Ma all'Inter c'è un allenatore che, l'aveva detto lui, non è un pirla. E che le cose non le manda a dire.
Leggete un po' il contenuto della sua conferenza stampa di ieri:
(dal sito ufficiale www.inter.it):
 
 
Mourinho: la partita contro la Sampdoria sarà un'occasione per tornare ad utilizzare il vecchio modulo?
"Preferisco non rispondere, la partita di domani sarà semplicemente un'occasione per fare un risultato che possa portare l'Inter in finale. Abbiamo detto dal primo giorno che è una competizione che sembrava essere poco rispettata in Italia, ma noi l'abbiamo sempre rispettata e abbiamo sempre giocato in modo serio e siamo arrivati in semifinale. Ora abbiamo una partita difficile contro una squadra che sicuramente vorrà fare lo stesso. Sarà importante giocare la gara con responsabilità, ma non dico con che modulo o sistema scenderemo in campo. Preferisco fare una conferenza stampa in stile Medioevo perché ho capito di essere troppo avanti , troppo bravo e devo ritornare indietro... ".

In che senso 'troppo avanti'?
"Andiamo al sì o no, al politicamente corretto, ritorniamo al Medioevo... ".

Le hanno dato fastidio le dichiarazioni di Claudio Ranieri secondo il quale, Mourinho non ammette mai quando l'arbitro sbaglia a favore della sua squadra?
"Voi avete il mio permesso di chiedere a Claudio Ranieri cosa voleva dirmi stamattina quando mi ha chiamato al telefono".

L'ha chiamata Ranieri?

"Sì, chiedeteglielo nella prossima conferenza stampa, dopo la partita, stasera... ".

Ha risposto alla telefonata?

"Se mi chiedete questo, significa che non mi conoscete a fondo, nonostante siate tutte le settimane qui".

Carlo Ancelotti ha dichiarato che lui non dice mai quello che pensa perchè il calcio non è abituato alla verità, Mourinho invece la verità la dice sempre. Crede di poter cambiare il mondo del calcio?
"Non so se sono io a far bene o male, non voglio andare su questo argomento. A me non piace la prostituzione intellettuale. Non mi piace, no. Mi piacciono l'onestà intellettuale, il resto dipende dal vostro giudizio. Io, però, sono sempre uguale a me stesso e mi sembra che negli ultimi giorni ci sia stata una grandissima manipolazione intellettuale e grandissimo lavoro organizzato per manipolare l'opinione pubblica e questo, secondo me, è un'operazione fantastica di un mondo che non è il mio, che lo sarà fino a quando lavorerò nel calcio, ma che davvero non è il mio mondo. Però questa manipolazione è stata un successo: negli ultimi due giorni, infatti, non si è parlato d'altro. Non si è parlato di una Roma con grandissimi giocatori, con tanti giocatori che io volevo avere con me, e che finirà la stagione con zero titoli. Non si è parlato di un Milan che finirà la stagione con zero titoli e con giocatori che hanno una cultura vincente e tutto ciò di cui una squadra ha bisogno. E non si è parlato di una Juve che ha conquistato tanti punti, ma tanti di questi con errori arbitrali. Come si dice che Ranieri e Spalletti sono uno al fianco dell'altro, allo stesso modo io sono a fianco di Zenga, Del Neri e Prandelli perché tutti e tre hanno perso tre punti giocando contro la Juve. E sono anche al fianco di Marino e Novellino, che il prossimo fine settimana dovranno giocare contro la Juventus. Se io fossi in Novellino o Marino adesso, forse sarebbe meglio non giocare o giocare con la seconda squadra. Davvero, sarebbe meglio non giocare o farlo con i ragazzi della Primavera. E chissà forse anche per l'Inter è meglio non andare a giocare domani o la prossima settimana, perché sta per arrivare il giorno dello scandalo... Perché chi parla in certi modi del rigore di Balotelli, della partita contro la Roma... : questa è manipolazione intellettuale. È un gioco che io non voglio giocare. Forse questa è l'ultima volta che parlo in questo modo, mancano 91 giorni per dire a tutta l'Italia 'arrivederci, buone vacanze'. Andrò in vacanza e, per un mese e mezzo, non parlerò. Mancano 91 giorni e penso che, nonostante la mia personalità, sarò capace per 91 giorni di fare le conferenze stampa come quelle del Medioevo, ma prima voglio chiedervi una cosa: non capisco perché io sono bravo a parlare, se io parlo alla stampa solo perchè devo farlo, perché c'è un contratto. Sono qui con voi perchè mi dicono che devo farlo, dopo ogni partita io parlo con i giornalisti perché mi dicono che per contratto devo farlo. Ranieri e Spalletti, invece, sono sempre ospiti nei programmi serali. Ogni volta che arrivo nello spogliatoio e accendo la tv li vedo. Sempre. Spalletti parla prima della partita, all'intervallo, dopo la partita. Parla con uno, parla con l'altro, è amico di Ilaria (ndr.: D'Amico), è amico di Mauro, è amico di tutti. E io sarei quello bravo a parlare? Io sono bravo perché mi dicono che devo, per forza, parlare. Se l'ufficio stampa dell'Inter mi dicesse di non parlare alla stampa per due mesi, per me sarebbe fantastico. E io sarei bravo? Io che non parlo alla stampa e c'è qualcuno che, forse, paga per parlare. Io rifuto. Rifiuto chi vuole pagarmi per un'intervista. C'è chi mi offre del denaro per rilasciare un'intervista, ma io non sono bravo... È il mio lavoro, mi pagano per fare questo lavoro, ho un contratto con l'Inter e l'Inter ha un contratto con i media e come allenatore di questa squadra parlo, devo farlo. Quante volte ho rifiutato di rilasciare un'intervista a Sky? Tutti i giorni. Tutti i giorni l'ufficio stampa mi chiede d'ncontrare i giornalisti di Sky, del Corriere della Sera o della Gazzetta dello Sport. E io dico sempre 'no'. E io sarei bravo? Io non manipolo l'opinione e non ho mai partecipato come ospite a una trasmissione serale. Io non sono il campione delle trasmissioni, sicuramente non sono io. Però va bene, non si parla del Milan con 12 punti di meno in classifica. Non si parla della Roma con il miglior centrocampo d'Italia che arriverà alla fine della stagione con zero titoli. E non si parla della Juve, del rigore che c'era per un fallo di mano nella partita contro il Catania e anche a Palermo con Marchisio o del fuorigioco nell'ultima partita contro il Napoli. Non si parla di niente. Di che si parla? Di Mario Balotelli, che parte in azione da fuori area, va dentro fra tre avversari. C'era il rigore. Se vogliono dire che il rigore c'era, lo dicano, ma se vogliono dire che non c'era, che almeno lo dicano con qualche dubbio. Okay, loro sono insieme, al fianco l'uno dell'altro. Allora io sono al fianco di Zenga, Prandelli, Del Neri, Novellino e Marino. Sono al fianco di tutti loro. L'unica partita nella quale l'Inter ha conquistato i tre punti, favorita da un errore arbitrale, è stato nella trasferta a Siena dove, dopo la gara, l'allenatore dell'Inter è andata in conferenza stampa e ha detto che la sua squadra aveva conquistato i due punti con un errore arbitrale. Il giorno dopo c'è stato un altro allenatore, che pare guardi ogni cosa che fa Mourinho, e in quel giorno una squadra ha vinto tre punti a Bergamo aiutata da un errore dell'arbitro. E per la prima volta questo allenatore, a cui piace tanto guardare Mourinho, ha deciso di dire 'okay, era fuorigioco, la mia squadra bianca e nera non doveva vincere questa partita'. Grazie, a domani".

José Mourinho si alza, saluta i giornalisti, spiega che in Tim Cup giocheranno quasi tutti i convocati con Francesco Toldo in porta ("riconoscimento per il rinnovo contrattuale"), perché gli infortuni tengono a Milano molti nerazzurri. Spiega che aveva pensato a un turno di riposo per Maicon, però Davide Santon è a letto con la febbre. Spiega. Ha già spiegato tutto quello che c'era da spiegare.

 

GRAZIE MOURINHO

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