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2月27日 L'uomo che viene dal passato...C'è un uomo che viene dal passato del mio passato.
L'uomo venne dal lavoro, dalla guerra, da viaggi, da paure, da ansie, da bombe e fame, da soldati in marcia e miseria. Un giovane padre chiamato a imbracciare un fucile per servire il proprio Paese, un padre che torna a casa, che torna alla vita dopo aver guardato in faccia la morte. E poi ancora lavoro. L'uomo venne da orgoglio e fierezza, colpi di testa e saggia umiltà. Venne dalla pace e dalla violenza. Venne dal bene e dal male, venne da tutte queste forze che si agitano nell'animo umano. Venne da povertà e ricchezza, da innocenza, da tristezza e gioia sconfinata. Venne da un guerriero che si sapeva fare contadino, da un lupo che si sapeva fare pastore. Non perfetto, ma sempre onesto, sempre leale, a qualsiasi costo. Forte e giusto allo stesso tempo. L'uomo venne da un passato che forse non tornerà più. Venne da una mano d'acciaio che si faceva di marzapane. Un drago a custodia dell'innocenza. Venne da un amore sconfinato per la vita. Quell'uomo sono io, che sono venuto dal passato del mio passato. Oggi quel passato non cammina più con me. Ora quel passato riposa. {Ma ti porterò sempre dentro di me.}
11月23日 INTER-juventus 1-0 (22-11-08)COME GODOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Una juve priva, anzi direi orfana di mamma-moggi e papà-ciraudo, si inchina ancora una volta innanzi all'ennesima umiliazione inflittale dall'Inter, dimostratasi, una volta di più, nettamente superiore.
Ecco il gol che ha sancito il trionfo nerazzurro, in una partita dal risultato bugiardo, che sta troppo stretto all'Inter, dopo 90 minuti di dominio totale. Una juve fortunata, arrogante come sempre nelle dichiarazioni pre-partita, boriosa in campo fino al fischio d'inizio, ma che sparisce nel corso della gara (compresi i tanto attesi del piero e nedved) e torna a casa a bocca asciutta e con le pive nel sacco.
11月5日 Luoghi e persone...questione di opportunità.Ci sono luoghi fatti per essere abbandonati (pochi) e ce ne sono (molti) altri fatti per essere raggiunti, che aspettano solo noi per essere vissuti.
D'altra parte, ci sono (molte) persone fatte per essere abbandonate e poche altre fatte per essere trovate, che aspettano solo noi, per viverci e per essere vissute. 8月19日 Riflessioni su una zanzara: meno noiosa di molta gente....(tolleranza: zero :D)Certo che le zanzare ne hanno di coraggio...
Sfidano di continuo la morte, si lanciano addosso ad esseri immensamente più grandi e potenti di loro... Entrano nelle abitazioni dell'uomo, un essere che si è dimostrato capace di mettere in crisi l'intero pianeta che ha colonizzato...un mostro da rabbrividire... eppure gli si buttano addosso, lo sfidano, gli prendono il fluido che ne è l'essenza vitale..
Oggi ne ho osservata una, mentre si apprestava a pungermi. Questo "incontro" ha suscitato in me delle riflessioni; devo ammettere che è stato molto più interessante e meno noioso che incontrare una qualsiasi delle persone che ho incontrato negli ultimi mesi. E mi ha fatto pensare a quanto caduca e vulnerabile sia la condizione dell'uomo. In quel momento ho realizzato, non senza un filo di malinconia, come il nostro corpo sia destinato ad un inevitabile disfacimento... Una piccola zanzara mi ha fatto pensare al tributo che anch'io dovrò versare al Pianeta in cui vivo, alla natura che mi ha generato e da cui sono venuto... e alla quale il mio corpo inevitabilmente tornerà.
In fondo la zanzara (tigre) voleva riscuotere solo un piccolo anticipo...
Peccato non possa raccontarlo a nessuno: ha avuto un incidente, spiaccicata com'era sul palmo della mia giovane mano. Sì, giovane, viva, così ribelle la mia mano, e lontana ancora, forse, da quel destino che, da qualche parte, nel tempo, la sta attendendo.
Vai avanti zanzara, ti raggiungo dopo.
8月13日 Il Cavaliere Oscuro: qui non c'è posto per Superman! Non dirò niente riguardo il Joker, o riguardo la prova recitativa del bravo e sfortunato Ledger, deceduto a pochi giorni dall'uscita del film nelle sale, nè esprimerò opinioni sulle interpretazioni degli altri attori o sul lavoro di doppiaggio.
Se ne parla già abbastanza ovunque, in qualunque recensione troviate in rete e non. Quindi, niente paragaoni tra il Joker di Ledger e quello di Nicholson, o tra il Batman di Nolan e quello di Burton. Mi riservo di affrontare il discorso, casomai, in un'occasione successiva.
Qui voglio parlarvi di una riflessione che ha suscitato in me la visione di questo film, e che riguarda la figura di Batman come eroe cinematografico, visto in relazione agli altri (ormai tanti) supereroi dei fumetti trapiantati sul grande schermo.
In un film in cui fanno da leit-motiv la dualità, la doppiezza, la contraddittorietà dell'umana condizione, è proprio e paradossalmente Batman, che pure rappresenta lo "sdoppiamento" di Bruce Wayne, a uscirne come personaggio "unico". Sì, Batman è unico. Non c'è spazio nel mondo di questo Batman, targato ancora una volta Nolan, per eroi fantascientifici, "perfetti" e solari come Superman, Flash, Capitan America o l'Uomo Ragno. Nel mondo di Superman ci sarebbe posto per qualunque altro supereroe, così come nel mondo di Spiderman o di Flash: tutti personaggi che infrangono il "muro del possibile" rientrando totalmente nel mondo dell'immaginario. Certo, puoi accostarli alla realtà, ne puoi fare delle metafore e iperboliche allegorie, ma nessun altro tocca il fondo dell'animo umano, quello più nascosto, come l'uomo pipistrello. Nessun altro come lui deve fare i conti con la propria debolezza e i propri limiti di uomo, con il dolore delle ferite riportate in battaglia e di quelle, impossibili da rimarginare, riportate nell'anima. E' ciò che ci spiattella in faccia il nuovo capitolo di Batman: un film che lascia l'amaro in bocca. Costruito probabilmente in maniera furba per aprire un varco al sequel, lascia lo spettatore graffiato, forse offeso, costretto ad identificarsi con le proprie debolezze e i propri limiti di essere umano. In una Gotham City dove il male assume le sembianze folli del Joker, il suo antagonista, l'altra faccia della medaglia, Batman, alter-ego del multimilardario Bruce Wayne, da super-uomo diventa "Frankenstein", una creatura della notte che si fa carico di tutto il male, di tutte le colpe, anche di quelle che non ha. Ed è costretto a fuggire, a nascondersi dagli stessi uomini che ha sempre difeso, in una sorta di caccia alle streghe nella quale lui diventa il simbolo, il capro espiatorio della debolezza degli uomini. E in mezzo, tra il demone-Joker e il superuomo-Batman, c'è il Procuratore Harvey Dent, un uomo che vivrà sulla propria pelle la dicotomia tra bene e male, divenendo egli stesso una mostruosa incarnazione di questo dualismo. Una pellicola dal gusto amaro, dunque. Amaro perchè il bene stavolta non trionfa, o almeno trionfa solo in parte, riportando anche pesanti sconfitte. Un eroe umano questo Batman, troppo umano.
Consigliato: a chi ama i film d'azione, gli effetti speciali, i fumetti, e a chi piace pensare e riflettere, senza limitarsi all'apparenza.
Sconsigliato: a chi non è disposto a concedere nulla alla fantasia, a chi non sopporta le immagini violente, a chi non piacciono azione ed effetti speciali... e a chi odia il Joker
Voto personale: 7/10 5月14日 Reggina - Empoli 2-0 - Colpo d'ala degli amaranto e salvezza strameritata!A vedere le ultime 5 partite, verrebbbe da chiedersi cosa ci faccia la Reggina in quella posizione di classifica! Barreto gol e il Granillo è un inferno Colpo da fuoriclasse di Nicola Amoruso, ed è 2-0! 5月7日 Reggina - Empoli. Gara con un'insidia in più.Finale di stagione per cuori forti, quello della Reggina.
Dopo Parma e Catania, ecco si profila all'orizzonte un altro spareggio salvezza, un dentro-o-fuori senza appello, questa volta.
Sì, perchè l'imbuto si stringe, e più ci si avvicina al finale, più gli scontri si fanno duri e decisivi: mors tua vita mea, se vai sotto tu, resto sopra io e tu soccombi. Oppure viceversa. Vivere o morire, dentro o fuori, insomma.
Ma per la Reggina, stavolta, c'è un'insidia in più: il fattore psicologico. Perchè, se gli amaranto hanno affrontato le due gare precedenti con l'acqua alla gola, con la forza della disperazione, stavolta arrivano alla sfida con l'Empoli forti di un leggero vantaggio in classifica, che potrebbe trarre in inganno. Un lettino su cui adagiarsi, che potrebbe costare caro.
Anche perchè, la Reggina, ha nel suo DNA la sofferenza: tutte le volte che ha dovuto rincorrere, ha lanciato il cuore oltre l'ostacolo, ha tirato fuori le unghie e le zanne, compiendo autentiche imprese, vedi quella dello scorso campionato, con -11 di penalizzazione.
Fondamentale sarà, quindi, non abbassare la tensione, non pensare al punticino di vantaggio in classifica, e abbattere la belva inferocita che sarà l'Empoli, per il quale la sfida al Granillo sarà più determinante e decisiva di quanto non fosse per la Reggina la sfida di Catania. Aspettiamoci quindi un Empoli insidioso, avvelenatissimo e pericolosissimo, da mettere sotto prima che la stanchezza e la tensione possano giocare brutti scherzi. Loro non hanno nulla da perdere e, se la Disperazione è un semidio, un dio infero, o un altro essere mitologico, beh, stavolta non gioca, almeno in partenza, dalla nostra parte. 4月17日 Parassiti, simbionti e commensali.Che il governo Prodi fosse nato male, non c'erano dubbi; era sotto gli occhi di tutti.
Un governo schiavo dei piccoli partitini, necessari per avere la striminzita maggioranza in parlamento, schiavo di Mastella da una parte, dei Caruso & simili dall'altra. Un esecutivo paralizzato, invischiato nei tira e molla tra le diverse anime che lo popolavano.
Se a questo aggiungiamo la profonda crisi economica in cui sta sprofondando il nostro Paese, la percezione negativa, riguardo il mandato del Professore, risulta enormemente amplificata.
Una legislazione fatalmente destinata a sgretolarsi, passando alla storia come una tra le peggiori, se non in assoluto la peggiore di tutti i tempi.
E, altrettanto fatale e ineluttabile, è parsa la virata degli italiani verso il centro-destra, verso Berlusconi e i suoi alleati.
Geniale Berlusconi, non c'è dubbio. Ha fatto la cosa più semplice, che poi è sempre la cosa geniale: ha eclissato la ventata di nuovo che la nascita del PD recava con sè, ha fatto un leggero maquillage al suo partito, spacciandolo come partito nuovo. Ha termo-valorizzato le macerie del governo Prodi. Ha raccolto i frutti di una legge elettorale ammazza-nani, nel cui tritacarne sono incredibilmente finiti, tra gli altri, i comunisti. Forte dell'appoggio multivitaminico di Lega e AN, per ragioni diverse fedeli alleati. E si è permesso il lusso di vincere senza Casini.
A Veltroni, l'onore delle armi. Il riconoscimento di essere stato il vero rivoluzionatore della politica italiana. Scelte coraggiose le sue. Come quella di lasciare fuori i comunisti, determinandone di fatto la scomparsa dalla scena politica. Il riconoscimento di un impegno vero, reale, alla legalità, alla pulizia, contro le vecchie logiche vetero-politichesi, contro tutte le mafie. E, come era prevedibile, ne ha pagato le conseguenze.
Speriamo che la sua semina non vada sprecata, e che il Paese possa raccoglierne i frutti in futuro.
Berlusconi.
La sua vittoria nasce chiaramente sotto il segno del Carroccio, ma non solo.
Il nuovo esecutivo ha due parassiti, due simbionti che, in maniera diversa, ne hanno permesso la vittoria.
Ma ora si metteranno alla cassa, ora aspettano l'occasione per esigere, riscattare l'obolo.
Questi simbionti sono le mafie al sud, e la Lega al nord.
Due "movimenti", due fenomeni che, è chiaro e ovvio, nascono e si sviluppano con modalità e motivazioni profondamente diverse, ma che, a ben guardare, hanno qualcosa in comune: entrambi profondamente radicati nei rispettivi territori, sono inter-classisti, cioè raccolgono consensi e appoggi trasversalmente in tutte le fasce di popolazione. Non rispondono ad ideale alcuno, non sono dei veri movimenti politici ma della politica si servono, come simbionti, forti della loro presa sulla gente, presa che è legale e legittima in un caso, illegale e coercitiva nell'altro.
La Lega pensa al Nord, dimenticando che le sue industrie sono decollate anche grazie alle tasse pagate dal Sud, grazie ai meridionali che, col loro onesto lavoro, hanno fatto grande il Settentrione d'Italia. Nonostante ciò, a dire il vero, non hanno tutti i torti, visto come (non) funziona il Sud. Ma la soluzione che propongono, il sogno che hanno nel cuore, sono profondamente ingiusti.
La mafia pensa a se stessa, ovviamente, parassitando quello che può, con l'unica preoccupazione di non fare troppo rumore, per evitare risposte troppo energiche da parte di ciò che resta dello Stato.
A ben pensarci, gli interessi dei due simbionti sono convergenti.
Che ne sarà dell'Italia? 3月24日 Pilato, un uomo perso tra paura e potere, dovere e coscienza.Trovo molto interessante, nell'àmbito delle Sacre Scritture, la figura di Ponzio Pilato, il governatore romano in Palestina che non voleva condannare Gesù. Dapprima ne scarica la responsabilità su Erode. Dopo, quando la questione torna nelle sue mani, è sicuro che ponendo Barabba (spregevole criminale, autentica piaga sociale) come alternativa al nazareno, la folla e i giudei tutti avrebbero optato per avere Gesù libero. Ma con sua sorpresa, la folla, manovrata dal sinedrio, sceglie clamorosamente per Barabba libero. Pilato si oppose alla condanna di Gesù, non volle farlo uccidere. Cercò un compromesso: da una parte un uomo innocente che sapeva di non dover condannare, dall'altra il rischio di una sollevazione popolare, che non avrebbe potuto controllare e avrebbe determinato la fine della sua carriera. Ecco allora la scelta debole, la via di mezzo: una severa punizione, le frustate e le sadiche umiliazioni cui i soldati romani sottoposero il Cristo. Pilato, uomo politico, uomo di compromesso. Non un malvagio, non un empio, ma un diplomatico. Un uomo che ascolta la ragione, o almeno cerca di farlo. Cerca di essere nel giusto, di fare la cosa migliore: sceglie la via di mezzo, nè bianco nè nero; il grigio. Non si schiera. Ma alla fine il grigio si rivela essere un "non bianco", quindi non è il bene. E se non è il bene, allora è il male. Pilato, l'uomo che non seppe schierarsi. L'uomo che non seppe prendere una decisione. Quella che il suo cuore, il suo buon senso di uomo probabilmente gli suggerivano, ma che la sua forma mentis, il suo ruolo ufficiale, il buon senso da servo di Cesare, la paura di una sommossa popolare, non gli hanno permesso di prendere. Dimostra di avere una coscienza, ma avere coscienza non basta, non è un' attenuante: ciò che conta è l'azione. Anzi, avere coscienza di ciò che si deve o non si deve fare è una responsabilità in più, aggrava solamente la colpa per una decisione sbagliata. Mutate flagellum, dissero i soldati romani, accanendosi sul corpo martoriato del Salvatore, dell'uomo morto per fare capire agli uomini la forza del perdono, la forza dell'Amore. Ma gli uomini, non contenti, non appagati di tutto quel dolore, quella tortura, si accaniscono ancora su di lui, in un crescendo di violenza, fino alla pena massima, la morte per crocifissione. Voi volete crocifiggerlo, non io, pensateci voi. Pilato, con queste parole, abbandona l'uomo-Gesù al suo destino. Pensiamoci bene: un uomo che si riteneva giusto, si è reso strumento del male (anche se nel contesto di un disegno superiore...). 3月10日 L'Inter compie 100 anni: un secolo d'amore. Auguri Inter.
Cento anni di storia, cento anni di onestà, cento anni di lealtà sportiva. Cento anni di gioie, dolori, amore, passione. Cento anni di gloria, che supera i confini di una città, secondo un destino scritto già nel nome: Internazionale.
Cento anni di storie personali, di protagonisti romantici, umani ed eroici, forti e deboli; fragili e mitici allo stesso tempo. Sì, perchè l'Inter è una storia fatta di uomini e di mito, di cadute e di leggenda. Senza essere mai stati in B. Senza essere mai stati arroganti, prepotenti. Senza essere quelli che dovevano vincere "per forza".
Essere interista è una scelta, non di quelle fondamentali nella vita, non di quelle che ti danno da mangiare, certo. Ma è una scelta di quelle che dicono tanto riguardo al tipo di persona che tu sei.
Perchè E' DALLO STILE E DALL'ELEGANZA DEL CUORE CHE SI RICONOSCONO GLI INTERISTI. NOI SIAMO GIACINTO FACCHETTI. Noi siamo interisti!!!!!!!!!! 1月22日 Inter - Parma 3-2, arbitri, rigore, Gervasoni, Collina e campagna di stampa: ma Couto ammette: è rigore!Ora basta.
E' incredibile, inammissibile, demenziale e assurdo il modo in cui la stampa si sta scagliando contro l'Inter e gli arbitri in questi giorni.
E il popolo bue, si sa, segue i dettami di quello che gli viene inculcato nella zucca.
E' tutto un ciarlare di malafede, sudditanza psicologica, errori e fallimenti della gestione-Collina.
Un bavoso Casarin, rilascia dichiarazioni in cui pugnala alla schiena Collina e la sua gestione degli arbitri.
MA DOVE DIAVOLO ERA CASARIN QUANDO LA JUVE E MOGGI FACEVANO IL BELLO E IL BRUTTO TEMPO??????? QUANDO C'ERA DAVVERO LA MALAFEDE E LA SOTTOMISSIONE DELLA CLASSE ARBITRALE?
La scintilla che ha dato il là ai grugniti beceri della stampa è scaturita dal rigore che l'arbitro sig. Gervasoni ha concesso all'Inter nella partita di domenica contro il Parma.
Fermo restando che il rigore c'è, fermo restando che lo stesso Couto ha ammesso di avere toccato la palla con la mano, fermo restando che le regole sono regole e parlano chiaro, sfido chiunque, a velocità normale, senza moviole e movioline, ad affermare che quello non è calcio di rigore.
No, molto più comodo gettare fango su chi, dal fango, non è mai stato toccato. Su chi è emerso vincente da calciopoli, su chi ha dimostrato di vincere senza imbrogliare.
E la classe giornalistica sportiva (ma non solo), si dimostra asservita al potere, quello vecchio, quello vero: juve e Milan.
100 anni di ruberie, angherie e soprusi bianconeri, e solo dopo un secolo ci si accorge di qualcosa..
2 anni di dominio pulito nerazzurro, e tutti gridano allo scandalo, senza che, peraltro, lo scandalo ci sia davvero.
CHE SCHIFO. Lasciatemelo dire. CHE VERGOGNA. Che disonestà intellettuale.
Però la moviola in campo nessuno la vuole. E chi la vuole viene messo a tacere.
Del resto, siamo in Italia: paese bellissimo sì, ma paese dove la spazzatura sommerge una città come Napoli. Dove le mafie spadroneggiano. Dove la corruzione arriva ai livelli più alti della politica. Dove Mastella va al governo e ancora può parlare in tv e mi fa venire il vomito.
Lo sport non fa eccezione: il calcio italiano fa schifo; farebbe bene l'Inter ad andare a iscriversi a un campionato estero.
Queste per me sono verità enormi come un grattacielo. Come possa qualcuno rimanere in buona fede e non essere d'accordo con me, in questo caso, davvero io non lo capisco.
Chiudo, con questa immagine tratta dal sito del Corriere della Sera (gruppo Rizzoli, come la vergognosa Gazzetta dello Sport,: lascio indovinare a voi da che parte stanno..). E' un sondaggio; la maniera in cui è formulato la dice lunga su come la stampa cerchi di innestare alcune "verità" nella psiche della gente:
Io lo trovo vomitevole. Ripeto il rigore c'era eccome. Ma comqunque, l'Inter ha dominato il finale di gara. Il rigore è stato frutto di una supremazia nerazzurra; il gol era in verità nell'aria già da un pezzo. L'Inter, pur andando in svantaggio, non ha perso la calma, ha mantenuto il controllo di sè, del gioco e dell'avversario. Ha attaccato con raziocinio e metodo, senza scomporsi. Ha dimostrato di non avere paura di perdere, e di non avere paura di vincere. In poche parole: HA DIMOSTRATO DI ESSERE UNA GRANDE SQUADRA. Rigore o no, avrebbe vinto comunque. Ora, se c'è qualcuno che vuole parlare di calcio, di sport, allora lo invito a fare queste valutazioni. Se quello che cercate è invece antisportività, vendetta, rivalsa, astio nei confronti dell'Inter, beh, cambiate pure strada. Non mi interessa parlare con voi. Perchè o siete in mala fede, o non capite di calcio, o siete stupidi. In tutti questi casi, non abbiamo niente da dirci. 1月16日 Roma La Sapienza, a fisica non vogliono la visita del Papa.Tiene banco in questi giorni la notizia: alla facoltà di Fisica della Sapienza di Roma, qualcuno non vuole la visita del Papa in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico.
Fisica: la branca della scienza che più di ogni altra, forse anche più della matematica, si spinge in là nell'indagine del cosmo e della realtà che ci circonda.
Un atto di rabbioso sdegno, nei confronti di quella che viene percepita come un'intrusione, una invasione di campo, uno scantonamento da parte del "sovrano del Vaticano", in un territorio che qualche tecnico della fisica si arroga come proprio.
Arroganza quindi. Ma dietro la maschera del "crociatismo" alla rovescia, dietro l'apparente sdegno condito di rivalsa, o meglio di ripicca, nei confronti della Chiesa Cattolica (preso a pretesto addirittura il processo a Galileo Galilei), pare in realtà evidente un serio complesso di inferiorità, una sudditanza psicologica nei confronti di un'autorità davvero superiore, schiacciante, soverchiante in forze, idee e convinzioni.
Un'entità che non ha bisogno di prove e di calcoli per credere, per sapere, per realizzarsi. Perchè, pare, che nell'uomo ci sia qualcosa che va al di là della fisica, anche nei poveri fisici, così convinti di quello che sanno e sbeffeggiati da ciò che non sanno.
I freddi e tecnici fisici, cui si sono accodati gli immancabili sinistroidi tutti canna, pancia piena e protesta, che non sanno mai fino in fondo di cosa stanno parlando, hanno semplicemente dimostrato di essere succubi, sottomessi a una fobia nei confronti della fede.
La loro reazione è infatti stata fobica, nevrotica. Non rilassata e davvero razionale. Hanno voluto dare uno schiaffo, ma è parso evidente che è stato lo schiaffo del vigliacco, del piccolo, del debole.
Chiediamoci perchè qualsiasi altra Università al mondo avrebbe accolto di buon grado la visita del papa. Chiediamoci perchè questo atteggiamento in Italia, e in particolare a Roma. Perchè proprio là dove la Chiesa è più vicina e presente? La risposta è semplice: perchè i nostri "fisici" non hanno il ... fisico! Non hanno la forza spirituale per reggere un tale confronto. All'estero, pur laddove non vige il cattolicesimo o addirittura il cristianesimo, non vi è alcun complesso di Elettra nei confronti della figura papale, non vi è paura, timore: il Papa avrebbe detto la sua, e ognuno avrebbe ribattuto, casomai, dicendo la propria, senza invasioni di campo, senza ingerenze e sconfinamenti di sorta.
Infantile, immatura e fobica quindi la reazione dell'ambiente accademico di fisica a Roma La Sapienza.
Tanto per non essere frainteso: non difendo il papa, che non ha certo bisogno di me per difendersi; non sono d'accordo con chi ha parlato di censura: questo è stato semplicemente un capriccio da scienziati mediocri, non troppo sicuri di sè.
Ma se ci sono queste paure o, come dice qualcuno, questi odi (anche se il termine mi sembra un po' pesante), se ci sono nel nostro paese questi complessi di castrazione da parte di certi ambienti accademici, forse un motivo ci sarà. E la Chiesa non è certo la pecorella indifesa, non ce la vedo come anello debole della catena, ma non è questo il punto. Un'università che sia davvero tale, non può rispondere così alla visita di un Papa. O di qualunque altra personalità o autorità che rappresenti una larga fetta della coscienza di un popolo. Il risultato è parso un gesto, tra l'altro, di maleducazione e cafoneria.
Insomma, un altro esempio di come il percorso culturale - oltre che politico e sociale - del nostro Paese, sia ancora molto di là dal giungere a maturazione. ![]() 12月26日 The Blues Brothers: magia di un film "di Natale" very cool...Ogni tanto, dobbiamo ammetterlo, anche Mediaset ne fa una giusta. Come ogni anno, a Natale, ci viene riproposto "The Blues Brothers", la storia dei fratelli Blues, interpretati da John Belushi e Dan Aykroyd, in un musical-action-christmas-movie very cool, che è ormai un cult, oltre che un appuntamento fisso natalizio. I camei, le partecipazioni speciali, sono davvero tantissimi: James Brown, Ray Charles e Aretha Franklin, per dirne tre. Addirittura un irriconoscibile giovane Steven Spielberg. Disseminati puntualmente qua e là, come i canditi di un delizioso, fragrante panettone.
Alla faccia del cine-panettone demenzial-popolare che, chissà perchè, vogliono imporci a tutti i costi, il vero prodotto d'alta pasticceria, per me, è questo.
Una delle (tante) cose belle di questo film è che, ogni anno, mi sembra diverso. Ogni volta c'è qualcosa che mi era sfuggita, qualcosa che mi ha colpito in un modo differente, e, di sicuro, qualcosa che mi sfugge ancora, e che aspetta di essere colta, magari, l'anno prossimo.
Ogni volta c'è una scena che non ricordavo, o una riflessione nuova, un particolare, un dettaglio, oppure un intero passaggio cardine che si rivela come fossi alla prima visione.
E' un film che mi dà, forse, il senso di come io sia cambiato, di come la stessa pellicola susciti in me reazioni ogni volta nuove. La storia è sempre quella; chi è cambiato, forse, sono io.
12月24日 Buon Natale?Ed è arrivato un altro Natale.
No, non starò qui a farvi il solito predicozzo sul Natale festa cristiana, travisata e profanata dal consumismo della corsa agli acquisti.
Anche perchè, diciamocelo francamente: quale consumismo? Ormai i politici ci hanno tolto pure la tela delle mutande, siamo veramente tutti più poveri, i prezzi lievitano, i negozi sono, rispetto agli anni passati, praticamente vuoti.
Dicono bene gli inglesi: è un inverno triste per l'Italia e gli italiani, che si ritrovano raggirati da una classe politica mediocre, corrotta, nichilista, sorda e completamente avulsa dalla realtà della gente comune. E poveri.
In passato, in situazioni del genere, sono scoppiate le rivolte, anche armate: il malumore è sfociato in azione, spesso in violenza. Nella formazione di società più o meno segrete, Carboneria, Giovine Italia, per restare nell'ambito della storia patria. I Robespierre e i Mazzini ieri, Beppe Grillo e Antonio Di Pietro oggi. Effettivamente un po' di differenza c'è.
Oggi le società "segrete" (che poi così segrete non sono..) si chiamano mafia, massoneria (ahimè deviata), terrorismo, brigate rosse. Le società segrete che hanno contribuito a fare l'Italia erano animate da ideali nobili; oggi chi trama nell'ombra spesso non esita a colpire i civili, a piantare bombe, a fare stragi, a seminare morte e violenza d'ogni genere.
E la gente comune? La gente comune rischia di finire invischiata in una ragnatela collosa e tossica, rimbambita dal bombardamento mediatico, rincitrullita da politici che una volta di più si approfitteranno del popolo bue che, dietro la promessa del piccolo particolare tornaconto, si affiderà ancora al solito sistema malato.
Ops... Mi ero ripromesso di non fare paternali.. e invece mi è scappata...
La verità è che credo ci sia davvero bisogno, in Italia, in questo momento, di patrioti, di eroi. Di qualcuno che, su un cavallo bianco, scuota le nostre genti da questo torpore, di un paladino che rovesci lo status-quo. Perchè "le nostre genti", da sole, non ce la fanno, e non possono farcela: sono talmente anestetizzate dalle cazzate con cui convivono quotidianamente, da non sentire quasi il bisogno di ribellarsi: mi viene in mente la classica immagine del criceto in gabbia, che corre chilometri nella sua ruota, ma resta in realtà sempre lì, dov'è.
Sì, credo ci sia bisogno di fare la storia. Ma quella con la S maiuscola, quella che non permetta alla "Terza repubblica" (la seconda non c'è mai stata in realtà...) di essere identica alle precedenti. Bisognerebbe aprire le finestre e cambiare l'aria, completamente.
Belle parole. Solo parole le mie, per carità.
Ah, quasi dimenticavo, Buon Natale (quasi) a tutti.
![]() 12月8日 Noi che..........· Noi che la penitenza era "dire fare baciare lettera testamento" · Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini". · Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva. · Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta. · Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo. · Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce". · Noi che il Ciao si accendeva pedalando. · Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa. · Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca. · Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza. · Noi che i termometri li rompevamo,e le palline di mercurio giravano per tutta casa. · Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella e la bella della bella. · Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" e conoscevamo tutti i personaggi a memoria. · Noi che giocavamo a Forza 4. · Noi che giocavamo a nomi,cose,animali,città..(e la città con la D era sempre Domodossola). · Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini. · Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto". · Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda color". · Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna. · Noi che avevamo i cartoni animati belli!!!!! · Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake, Mazinga e Daitarn3. · Noi che "Sì ma Julian Ross, se solo non fosse malato di cuore, sarebbe più forte di Holly" · Noi che guardavamo "La Casa Nella Prateria" anche se metteva tristezza. · Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o un francese, un tedesco e un napoletano. · Noi che alla messa ridevamo di continuo. · Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia. · Noi che si andava in cabina a telefonare. · Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto. · Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero. · Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe. · Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo. · Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo. · Noi che ci sbucciavamo il ginocchio,ci mettevamo il mercuro cromo e più era rosso più eri figo. · Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti. · Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4. · Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta. · Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli. · Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2. · Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore. · Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google. · Noi che però sappiamo a memoria "Zoff, Gentile, Cabrini; Oriali, Collovati, Scirea; Conti, Tardelli, Rossi; Antognoni e Graziani (allenatore Bearzot)" · E ci ricordiamo benissimo anche l’«Inter dei record»: “Zenga, Bergomi, Brehme; Matteoli, Ferri, Mandorlini; Bianchi, Berti, Diaz; Matthaeus e Serena. (All.: Trapattoni) · Noi che il "Disastro di Cernobyl" vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina. · Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio. · Noi che se andavi in strada non era così pericoloso. · Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM. · Noi che quando iniziava “La casa nella prateria” ci giravano perché significava che BIM BUM BAM era finito. · Noi che “Sai che ho scoperto un nuovo canale dove fanno ancora l’Uomo Tigre?” · Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days. · Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween. · Noi che le birre erano Peroni, Moretti, Dreher e Wuhrer.e basta!!! · Noi che a scuola con lo zaino invicta e la smemoranda. · Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso. · Noi che “Ora che abbiamo la larga banda, prendiamo tutti i canali!” · Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo. · Noi che all'oratorio le caramelle costavano 10-20 lire. · Noi che si suonava la pianola Bontempi. · Noi che la ferrari era Alboreto, la Mclaren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini. · Noi che il Commodore64 e il registratore lentissimo s'inceppava sempre! · Noi che la merenda era la girella e il Billy all'arancia. · Noi che come scarpa da calcio avevamo la pantofola d'oro. · Noi che le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi..e la sigla della provincia in arancione!! · Noi che quando vedevamo i biscotti della Bistefani dicevamo "e chi sono io, BabboNatale? · Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari · Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars · Noi che abbiamo visto 15 volte i Goonies, Ritorno al Futuro e Stand by me · Noi che abbiamo passato belle serate in bagno dopo Colpo Grosso · Noi che giocavamo col Super Tele · Noi che il Tango costava ancora 5 mila lire e.. "stai sicuro che questo non vola..." · Noi che le all star le compravi al mercato a 10.000 lire · Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine · Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu con l'interno arancione · Noi che se eri bocciato in 3° media potevi arrivare con il Fifty truccato ed eri un figo della Madonna · Noi che avevamo sempre un cugino capace di fare cose straordinarie.. · NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO!! · NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE...E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO PERSI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
12月3日 Oh... Charlize... Sapete che vi dico? Lasciatemela godere.......
Lascio il nome del prodotto commerciale alla fine... mi piace troppo come lo dice.......
11月5日 Niba, il blob umano: messia dei teledipendenti?L'ho scoperto grazie al mio amico Salvo, che ne è entusiasta. A tal punto (lo fa morire dal ridere...) che mi è scattata la curiosità, e mi sono messo a indagare... Il primo impatto non è stato dei più felici. Lì per lì ho detto: chi è questo scemo? (questa domanda mi dava la spiegazione del perchè piacesse a Salvo...). Un attimo dopo mi è venuto in mente, non so perchè, Mario Marenco (Quelli della notte con Renzo Arbore). Il paragone non è forse dei più azzeccati. Man mano che guardavo i suoi video, su YouTube, ho fatto alcune valutazioni su questo artista. E sono giunto ad una conclusione: mi meraviglia solo che sia arrivato così tardi!!!! Sì, perchè Niba è il logico, naturale risultato di una generazione, quella dei nati negli anni '70, cresciuta a pane e televisione. E che forse ne ha fatto indigestione, visto che Niba è letteralmente dominato, quasi posseduto da un "demone" che incarna in lui spezzoni di film, frasi di canzoni o di spot pubblicitari. Un autentico blob vivente, uno zapping umano. Un montaggio compulsivo di sigle dei cartoni animati, pubblicità, frasi di film. Ma non è lui a parlare, non è lui a cantare. Fa tutto in playback, lui mima, simula. Diventa tutto quello che vuole, senza dire una parola. Mai. E questo mi fa pensare a una generazione che, forse, la tv l'ha subìta, ne ha assorbito i messaggi e i dettami, passivamente. E ora la elogia, la celebra, la applaude, rivedendola e rispecchiandosi in Niba, che assurge così a emblema della teledipendenza. Francamente, non so se Niba sia un grande comico. In tutta onestà non so neanche se sia un comico. Fa ridere molti. Personalmente non è che mi faccia morire; lo trovo rilassante. Rilassante e simpatico, con quella faccia buffa e "gigioneggiante". E poi mi risparmia la fatica di cambiare canale, con il suo auto-editing così ben fatto. E' piacevole osservarlo. Dimostra una notevole capacità recitativa, con una mimica del corpo e facciale di tutto rispetto, che mi fa pensare al cinema muto... E' un attore, e si vede. Ecco, sì. Un attore, non un comico. Sta qui l'equivoco-Niba. Un po' Montesano, un po' Vito, un po' Gene Wilder. Un po' liscio un po' riccio. Un po' post-moderno, un po' anni '80. Ora demenziale, ora intellettuale. Rilassante, e al tempo stesso motivo di riflessione. Un po' tante cose. Un mosaico di ricordi e momenti passati, che tuttavia riaffiorano subito, in un attimo. Basta che Niba pronunci la frase magica. Pardon, basta che la tv pronunci la frase magica, attraverso Niba. |
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