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March 04 Josè Mourinho: un uomo, un mito. Conferenza stampa prostituzione intellettuale, juventus milan roma campagna stampa manipolazione opinione pubblica balotelliE' assolutamente vero: il calcio non è una delle cose importanti nella vita. Ci sono cose ben più serie, specie in un momento come questo, dove la crisi economica paventa dimensioni planetarie e imprevedibili.
Ma, altrettanto vero, si tratta di fenomeno sociale che non può essere sottovalutato, poichè, dicono, "di non solo pane vive l'uomo". E allora non si può sottovalutare un fenomeno che polarizza le passioni del popolo e attorno al quale ruotano interessi (più o meno chiari), affari (più o meno limpidi), stipendi (più o meno esagerati), e posti di lavoro di ogni ordine e grado.
Si muovono passioni, emozioni, sentimenti attorno al pallone. E quindi nel pallone si rispecchiano come proiezioni di quelle che sono le spinte, le pulsioni, i movimenti dell'anima di quella categoria di persone definite col termine di "tifosi".
Non è un fenomeno avulso dal resto del tessuto sociale: ne è inserito, ne fa parte, ne è espressione e spesso ne costituisce una forza portante.
E così come, ahinoi, la nostra società, anche il calcio deve necessariamente presentare fenomeni di disonestà. Risultato: Calciopoli.
Dopo Calciopoli è venuta fuori una squadra egemone, l'Inter, che si era dimostrata immune al marcio che dominava il mondo del calcio italico.
Oggi, a pochi anni di distanza da quello scandalo, assistiamo al ritorno del "vecchio che avanza".
Fuoco incrociato sull'Inter quindi, da parte del vecchio gotha calcistico con la connivenza degli organi di informazione.
Ma all'Inter c'è un allenatore che, l'aveva detto lui, non è un pirla. E che le cose non le manda a dire.
Leggete un po' il contenuto della sua conferenza stampa di ieri:
(dal sito ufficiale www.inter.it):
Mourinho: la partita contro la Sampdoria sarà un'occasione per tornare ad utilizzare il vecchio modulo?
"Preferisco non rispondere, la partita di domani sarà semplicemente un'occasione per fare un risultato che possa portare l'Inter in finale. Abbiamo detto dal primo giorno che è una competizione che sembrava essere poco rispettata in Italia, ma noi l'abbiamo sempre rispettata e abbiamo sempre giocato in modo serio e siamo arrivati in semifinale. Ora abbiamo una partita difficile contro una squadra che sicuramente vorrà fare lo stesso. Sarà importante giocare la gara con responsabilità, ma non dico con che modulo o sistema scenderemo in campo. Preferisco fare una conferenza stampa in stile Medioevo perché ho capito di essere troppo avanti , troppo bravo e devo ritornare indietro... ". In che senso 'troppo avanti'? "Andiamo al sì o no, al politicamente corretto, ritorniamo al Medioevo... ". Le hanno dato fastidio le dichiarazioni di Claudio Ranieri secondo il quale, Mourinho non ammette mai quando l'arbitro sbaglia a favore della sua squadra? "Voi avete il mio permesso di chiedere a Claudio Ranieri cosa voleva dirmi stamattina quando mi ha chiamato al telefono". L'ha chiamata Ranieri? "Sì, chiedeteglielo nella prossima conferenza stampa, dopo la partita, stasera... ". Ha risposto alla telefonata? "Se mi chiedete questo, significa che non mi conoscete a fondo, nonostante siate tutte le settimane qui". Carlo Ancelotti ha dichiarato che lui non dice mai quello che pensa perchè il calcio non è abituato alla verità, Mourinho invece la verità la dice sempre. Crede di poter cambiare il mondo del calcio? "Non so se sono io a far bene o male, non voglio andare su questo argomento. A me non piace la prostituzione intellettuale. Non mi piace, no. Mi piacciono l'onestà intellettuale, il resto dipende dal vostro giudizio. Io, però, sono sempre uguale a me stesso e mi sembra che negli ultimi giorni ci sia stata una grandissima manipolazione intellettuale e grandissimo lavoro organizzato per manipolare l'opinione pubblica e questo, secondo me, è un'operazione fantastica di un mondo che non è il mio, che lo sarà fino a quando lavorerò nel calcio, ma che davvero non è il mio mondo. Però questa manipolazione è stata un successo: negli ultimi due giorni, infatti, non si è parlato d'altro. Non si è parlato di una Roma con grandissimi giocatori, con tanti giocatori che io volevo avere con me, e che finirà la stagione con zero titoli. Non si è parlato di un Milan che finirà la stagione con zero titoli e con giocatori che hanno una cultura vincente e tutto ciò di cui una squadra ha bisogno. E non si è parlato di una Juve che ha conquistato tanti punti, ma tanti di questi con errori arbitrali. Come si dice che Ranieri e Spalletti sono uno al fianco dell'altro, allo stesso modo io sono a fianco di Zenga, Del Neri e Prandelli perché tutti e tre hanno perso tre punti giocando contro la Juve. E sono anche al fianco di Marino e Novellino, che il prossimo fine settimana dovranno giocare contro la Juventus. Se io fossi in Novellino o Marino adesso, forse sarebbe meglio non giocare o giocare con la seconda squadra. Davvero, sarebbe meglio non giocare o farlo con i ragazzi della Primavera. E chissà forse anche per l'Inter è meglio non andare a giocare domani o la prossima settimana, perché sta per arrivare il giorno dello scandalo... Perché chi parla in certi modi del rigore di Balotelli, della partita contro la Roma... : questa è manipolazione intellettuale. È un gioco che io non voglio giocare. Forse questa è l'ultima volta che parlo in questo modo, mancano 91 giorni per dire a tutta l'Italia 'arrivederci, buone vacanze'. Andrò in vacanza e, per un mese e mezzo, non parlerò. Mancano 91 giorni e penso che, nonostante la mia personalità, sarò capace per 91 giorni di fare le conferenze stampa come quelle del Medioevo, ma prima voglio chiedervi una cosa: non capisco perché io sono bravo a parlare, se io parlo alla stampa solo perchè devo farlo, perché c'è un contratto. Sono qui con voi perchè mi dicono che devo farlo, dopo ogni partita io parlo con i giornalisti perché mi dicono che per contratto devo farlo. Ranieri e Spalletti, invece, sono sempre ospiti nei programmi serali. Ogni volta che arrivo nello spogliatoio e accendo la tv li vedo. Sempre. Spalletti parla prima della partita, all'intervallo, dopo la partita. Parla con uno, parla con l'altro, è amico di Ilaria (ndr.: D'Amico), è amico di Mauro, è amico di tutti. E io sarei quello bravo a parlare? Io sono bravo perché mi dicono che devo, per forza, parlare. Se l'ufficio stampa dell'Inter mi dicesse di non parlare alla stampa per due mesi, per me sarebbe fantastico. E io sarei bravo? Io che non parlo alla stampa e c'è qualcuno che, forse, paga per parlare. Io rifuto. Rifiuto chi vuole pagarmi per un'intervista. C'è chi mi offre del denaro per rilasciare un'intervista, ma io non sono bravo... È il mio lavoro, mi pagano per fare questo lavoro, ho un contratto con l'Inter e l'Inter ha un contratto con i media e come allenatore di questa squadra parlo, devo farlo. Quante volte ho rifiutato di rilasciare un'intervista a Sky? Tutti i giorni. Tutti i giorni l'ufficio stampa mi chiede d'ncontrare i giornalisti di Sky, del Corriere della Sera o della Gazzetta dello Sport. E io dico sempre 'no'. E io sarei bravo? Io non manipolo l'opinione e non ho mai partecipato come ospite a una trasmissione serale. Io non sono il campione delle trasmissioni, sicuramente non sono io. Però va bene, non si parla del Milan con 12 punti di meno in classifica. Non si parla della Roma con il miglior centrocampo d'Italia che arriverà alla fine della stagione con zero titoli. E non si parla della Juve, del rigore che c'era per un fallo di mano nella partita contro il Catania e anche a Palermo con Marchisio o del fuorigioco nell'ultima partita contro il Napoli. Non si parla di niente. Di che si parla? Di Mario Balotelli, che parte in azione da fuori area, va dentro fra tre avversari. C'era il rigore. Se vogliono dire che il rigore c'era, lo dicano, ma se vogliono dire che non c'era, che almeno lo dicano con qualche dubbio. Okay, loro sono insieme, al fianco l'uno dell'altro. Allora io sono al fianco di Zenga, Prandelli, Del Neri, Novellino e Marino. Sono al fianco di tutti loro. L'unica partita nella quale l'Inter ha conquistato i tre punti, favorita da un errore arbitrale, è stato nella trasferta a Siena dove, dopo la gara, l'allenatore dell'Inter è andata in conferenza stampa e ha detto che la sua squadra aveva conquistato i due punti con un errore arbitrale. Il giorno dopo c'è stato un altro allenatore, che pare guardi ogni cosa che fa Mourinho, e in quel giorno una squadra ha vinto tre punti a Bergamo aiutata da un errore dell'arbitro. E per la prima volta questo allenatore, a cui piace tanto guardare Mourinho, ha deciso di dire 'okay, era fuorigioco, la mia squadra bianca e nera non doveva vincere questa partita'. Grazie, a domani". José Mourinho si alza, saluta i giornalisti, spiega che in Tim Cup giocheranno quasi tutti i convocati con Francesco Toldo in porta ("riconoscimento per il rinnovo contrattuale"), perché gli infortuni tengono a Milano molti nerazzurri. Spiega che aveva pensato a un turno di riposo per Maicon, però Davide Santon è a letto con la febbre. Spiega. Ha già spiegato tutto quello che c'era da spiegare.
GRAZIE MOURINHO November 23 INTER-juventus 1-0 (22-11-08)COME GODOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Una juve priva, anzi direi orfana di mamma-moggi e papà-ciraudo, si inchina ancora una volta innanzi all'ennesima umiliazione inflittale dall'Inter, dimostratasi, una volta di più, nettamente superiore.
Ecco il gol che ha sancito il trionfo nerazzurro, in una partita dal risultato bugiardo, che sta troppo stretto all'Inter, dopo 90 minuti di dominio totale. Una juve fortunata, arrogante come sempre nelle dichiarazioni pre-partita, boriosa in campo fino al fischio d'inizio, ma che sparisce nel corso della gara (compresi i tanto attesi del piero e nedved) e torna a casa a bocca asciutta e con le pive nel sacco.
May 14 Reggina - Empoli 2-0 - Colpo d'ala degli amaranto e salvezza strameritata!A vedere le ultime 5 partite, verrebbbe da chiedersi cosa ci faccia la Reggina in quella posizione di classifica! Barreto gol e il Granillo è un inferno Colpo da fuoriclasse di Nicola Amoruso, ed è 2-0! May 07 Reggina - Empoli. Gara con un'insidia in più.Finale di stagione per cuori forti, quello della Reggina.
Dopo Parma e Catania, ecco si profila all'orizzonte un altro spareggio salvezza, un dentro-o-fuori senza appello, questa volta.
Sì, perchè l'imbuto si stringe, e più ci si avvicina al finale, più gli scontri si fanno duri e decisivi: mors tua vita mea, se vai sotto tu, resto sopra io e tu soccombi. Oppure viceversa. Vivere o morire, dentro o fuori, insomma.
Ma per la Reggina, stavolta, c'è un'insidia in più: il fattore psicologico. Perchè, se gli amaranto hanno affrontato le due gare precedenti con l'acqua alla gola, con la forza della disperazione, stavolta arrivano alla sfida con l'Empoli forti di un leggero vantaggio in classifica, che potrebbe trarre in inganno. Un lettino su cui adagiarsi, che potrebbe costare caro.
Anche perchè, la Reggina, ha nel suo DNA la sofferenza: tutte le volte che ha dovuto rincorrere, ha lanciato il cuore oltre l'ostacolo, ha tirato fuori le unghie e le zanne, compiendo autentiche imprese, vedi quella dello scorso campionato, con -11 di penalizzazione.
Fondamentale sarà, quindi, non abbassare la tensione, non pensare al punticino di vantaggio in classifica, e abbattere la belva inferocita che sarà l'Empoli, per il quale la sfida al Granillo sarà più determinante e decisiva di quanto non fosse per la Reggina la sfida di Catania. Aspettiamoci quindi un Empoli insidioso, avvelenatissimo e pericolosissimo, da mettere sotto prima che la stanchezza e la tensione possano giocare brutti scherzi. Loro non hanno nulla da perdere e, se la Disperazione è un semidio, un dio infero, o un altro essere mitologico, beh, stavolta non gioca, almeno in partenza, dalla nostra parte. March 10 L'Inter compie 100 anni: un secolo d'amore. Auguri Inter.
Cento anni di storia, cento anni di onestà, cento anni di lealtà sportiva. Cento anni di gioie, dolori, amore, passione. Cento anni di gloria, che supera i confini di una città, secondo un destino scritto già nel nome: Internazionale.
Cento anni di storie personali, di protagonisti romantici, umani ed eroici, forti e deboli; fragili e mitici allo stesso tempo. Sì, perchè l'Inter è una storia fatta di uomini e di mito, di cadute e di leggenda. Senza essere mai stati in B. Senza essere mai stati arroganti, prepotenti. Senza essere quelli che dovevano vincere "per forza".
Essere interista è una scelta, non di quelle fondamentali nella vita, non di quelle che ti danno da mangiare, certo. Ma è una scelta di quelle che dicono tanto riguardo al tipo di persona che tu sei.
Perchè E' DALLO STILE E DALL'ELEGANZA DEL CUORE CHE SI RICONOSCONO GLI INTERISTI. NOI SIAMO GIACINTO FACCHETTI. Noi siamo interisti!!!!!!!!!! January 22 Inter - Parma 3-2, arbitri, rigore, Gervasoni, Collina e campagna di stampa: ma Couto ammette: è rigore!Ora basta.
E' incredibile, inammissibile, demenziale e assurdo il modo in cui la stampa si sta scagliando contro l'Inter e gli arbitri in questi giorni.
E il popolo bue, si sa, segue i dettami di quello che gli viene inculcato nella zucca.
E' tutto un ciarlare di malafede, sudditanza psicologica, errori e fallimenti della gestione-Collina.
Un bavoso Casarin, rilascia dichiarazioni in cui pugnala alla schiena Collina e la sua gestione degli arbitri.
MA DOVE DIAVOLO ERA CASARIN QUANDO LA JUVE E MOGGI FACEVANO IL BELLO E IL BRUTTO TEMPO??????? QUANDO C'ERA DAVVERO LA MALAFEDE E LA SOTTOMISSIONE DELLA CLASSE ARBITRALE?
La scintilla che ha dato il là ai grugniti beceri della stampa è scaturita dal rigore che l'arbitro sig. Gervasoni ha concesso all'Inter nella partita di domenica contro il Parma.
Fermo restando che il rigore c'è, fermo restando che lo stesso Couto ha ammesso di avere toccato la palla con la mano, fermo restando che le regole sono regole e parlano chiaro, sfido chiunque, a velocità normale, senza moviole e movioline, ad affermare che quello non è calcio di rigore.
No, molto più comodo gettare fango su chi, dal fango, non è mai stato toccato. Su chi è emerso vincente da calciopoli, su chi ha dimostrato di vincere senza imbrogliare.
E la classe giornalistica sportiva (ma non solo), si dimostra asservita al potere, quello vecchio, quello vero: juve e Milan.
100 anni di ruberie, angherie e soprusi bianconeri, e solo dopo un secolo ci si accorge di qualcosa..
2 anni di dominio pulito nerazzurro, e tutti gridano allo scandalo, senza che, peraltro, lo scandalo ci sia davvero.
CHE SCHIFO. Lasciatemelo dire. CHE VERGOGNA. Che disonestà intellettuale.
Però la moviola in campo nessuno la vuole. E chi la vuole viene messo a tacere.
Del resto, siamo in Italia: paese bellissimo sì, ma paese dove la spazzatura sommerge una città come Napoli. Dove le mafie spadroneggiano. Dove la corruzione arriva ai livelli più alti della politica. Dove Mastella va al governo e ancora può parlare in tv e mi fa venire il vomito.
Lo sport non fa eccezione: il calcio italiano fa schifo; farebbe bene l'Inter ad andare a iscriversi a un campionato estero.
Queste per me sono verità enormi come un grattacielo. Come possa qualcuno rimanere in buona fede e non essere d'accordo con me, in questo caso, davvero io non lo capisco.
Chiudo, con questa immagine tratta dal sito del Corriere della Sera (gruppo Rizzoli, come la vergognosa Gazzetta dello Sport,: lascio indovinare a voi da che parte stanno..). E' un sondaggio; la maniera in cui è formulato la dice lunga su come la stampa cerchi di innestare alcune "verità" nella psiche della gente:
Io lo trovo vomitevole. Ripeto il rigore c'era eccome. Ma comqunque, l'Inter ha dominato il finale di gara. Il rigore è stato frutto di una supremazia nerazzurra; il gol era in verità nell'aria già da un pezzo. L'Inter, pur andando in svantaggio, non ha perso la calma, ha mantenuto il controllo di sè, del gioco e dell'avversario. Ha attaccato con raziocinio e metodo, senza scomporsi. Ha dimostrato di non avere paura di perdere, e di non avere paura di vincere. In poche parole: HA DIMOSTRATO DI ESSERE UNA GRANDE SQUADRA. Rigore o no, avrebbe vinto comunque. Ora, se c'è qualcuno che vuole parlare di calcio, di sport, allora lo invito a fare queste valutazioni. Se quello che cercate è invece antisportività, vendetta, rivalsa, astio nei confronti dell'Inter, beh, cambiate pure strada. Non mi interessa parlare con voi. Perchè o siete in mala fede, o non capite di calcio, o siete stupidi. In tutti questi casi, non abbiamo niente da dirci. April 24 Inter e Reggina: i due volti del dopo calciopoli.Sulla pulizia di questo scudetto vinto dall'Inter, credo non vi sia ombra di dubbio. E' un'anomalia, un fatto singolare quanto successo in questa stagione. Per la prima volta, manca la Juve e, guarda caso, si assiste, in vetta, a un campionato pulito, senza la minima ombra, senza il minimo dubbio. E a vincere è stata l'Inter. Con il Milan a recitare la parte che, negli anni passati è stata quella dei cugini nerazzurri. Con una differenza: il Milan ha sempre potuto contare su quegli "appoggi", quel "vento a favore", di cui invece l'Inter ha sempre fatto volentieri a meno. L'Inter no; l'Inter quest'anno ha condotto in testa un Campionato come non se ne sono forse mai visti: una cavalcata trionfale mai messa in dubbio, un dominio assoluto e assolutamente limpido. Un esercizio di forza, una supremazia netta e legittima. Quest'anno il Milan è stata una squadra normale, come tante altre, come l'Inter nelle stagioni passate. E, inevitabilmente, vengono in mente almeno due personalità che hanno fatto la storia della Beneamata, e che, sicuramente, staranno applaudendo da lassù: l'avvocato Peppino Prisco e Giacinto Facchetti. Due volti di questa Inter, pulita, simpatica, onesta. E, dopo la pulizia post-calciopoli, un'Inter vincente. Speriamo che duri. In coda alla classifica invece, le cose stanno andando in maniera tutt'altro che limpida, con una Reggina oltremodo penalizzata dalle sentenze, vergognosamente penalizzata dagli arbitri, sfacciatamente avversata dalla sfortuna. E con un Parma che continua a ricevere aiuti arbitrali in maniera assolutamente ignominiosa. Questo significa che, in sottotraccia, lontano dai riflettori, dalle ribalte della cronaca, il sistema malato e marcio continua a vivere, a fare i propri loschi disegni, le solite ingiustizie. La Reggina non merita di retrocedere: lo ha dimostrato sul campo, dove ha conquistato 42 punti (almeno altri 15 le sono stati strappati via dagli arbitri...). Se ciò dovesse succedere, rappresenterebbe una sonora sconfitta, l'ennesima, per il calcio italiano. Pazza, pazza Inter!![]() Lo sai per un gol io darei la vita….la mia vita Che in fondo lo so sarà una partita….infinita E’ un sogno che ho è un coro che sale….a sognare Su e giù dalla Nord novanta minuti …per segnare Nerazzurri noi saremo qui Nerazzurri pazzi come te Nerazzurri Non fateci soffrire ma va bene… vinceremo insieme! Amala! Pazza Inter amala! E’ una gioia infinita che dura una vita Pazza Inter amala! Vivila! questa storia vivila Può durare una vita o una sola partita Pazza Inter amala! E continuerò nel sole e nel vento… la mia festa Per sempre vivrò con questi colori…. nella testa Nerazzurri io vi seguirò Nerazzurri sempre lì vivrò Nerazzurri questa mia speranza E l’assenza io non vivo senza!!! Amala! Pazza Inter amala! E’ una gioia infinita che dura una vita Pazza Inter amala! Seguila! in trasferta o giu’ in città Può durare una vita o una sola partita Pazza Inter amala!!! Là in mezzo al campo c’è un nuovo campione È un tiro che parte da questa canzone Forza non mollare mai!!! AMALA!!! Amala Pazza Inter amala! È una gioia infinita che dura una vita Pazza Inter Amala!!! Pazza Inter Amala!! AMALA!!!! February 28 Ronaldo prima e dopo![]() ![]() Conobbi Ronaldo a Barcellona, quando giocava nelle fila dei blaugrana. Lo incontrai poi appena sbarcato a Milano, anno 1997. Ovviamente non persi l’occasione: tirai fuori il mio taccuino, estrassi la biro da sopra l’orecchio, cominciai a fare domande ed annotare risposte. Ecco alcuni passaggi di quell'intervista. D. Ciao Ronaldo, benvenuto in Italia R. Ciao! Grazie mille per la stupenda accoglienza, sono felice di essere qui D. Cosa pensi del nostro paese? R. L’Italia è un paese fantastico. Ero in Spagna, a Barcellona. Mi piaceva molto. Ma voi italiani sembrate prendere tutto in maniera più leggera, più spensierata. Tutto tranne il calcio: quello lo prendete sul serio. Esattamente come noi brasiliani. E io sono qui per farvi divertire. D. A divertirsi saranno presumibilmente e soprattutto i tifosi dell’Inter. Perché questa scelta Ronnie? R. Beh, il presidente Moratti è una persona stupenda. Poi l’Inter non vince da molto tempo. A me piacciono le sfide. Andare alla Juve o al Milan, al momento, sarebbe stato facile, ma non stimolante. Io voglio portare l’Inter ai fasti del passato, voglio portare alla vittoria questa società gloriosa ma fuori dai giochi di potere. D. Una questione di cuore insomma? R. Sì, decisamente. D. Qualche malizioso, potrebbe insinuare invece che dietro ci sia un contratto faraonico, i soldi della Pirelli, e contratti pubblicitari da capogiro… R. Guardami: ho il sorriso di un bambino di 12 anni… A me i soldi interessano relativamente; io amo già l’Inter, e sono qui solo per un motivo: vincere e rimanere a lungo. Qui mi sento già a casa; Moratti è una persona unica.. Credo di essere sempre stato interista. D. Già. Massimo Moratti. E’ davvero un uomo d’altri tempi.. Hai visto come si è comportato con Nwankwo Kanu? R. Sì, e la cosa mi ha colpito molto positivamente; il giocatore nigeriano è stato operato per una grave malformazione cardiaca; qualunque altra società avrebbe rescisso il contratto. L’Inter no; è rimasta vicina al giocatore, in questo momento così difficile per lui… Sono sicuro: se un domani dovesse succedermi qualcosa del genere, l’Inter non mi abbandonerebbe, e io non abbandonerò mai l’Inter. D. Molti si aspettano di vederti nel derby contro il Milan.. R. Sì, so già dell’importanza di questa partita; così come conosco l’importanza della sfida a distanza con la Juventus; questo mi sarà di stimolo. Sono due gloriose società, ma nelle quali non giocherei MAI, neanche se dovessi un giorno abbandonare l’Inter… Spero di dare ai miei tifosi grandi soddisfazioni… D. Allora ciao Ronie, il popolo nerazzurro ti acclama e ti coccola come un campione, ma anche come un fratellino; la gente dell’Inter ti vuole già bene… R. E io ne voglio a loro; sono interista nell’anima, e lo sarò sempre… ![]() Febbraio 2007, dieci anni dopo. Ronaldo torna a Milano. D. Ciao Ronie, permetti qualche domanda? R. Veramente ho molta fretta… Sbrighiamoci, devo andare… D. Sì certo, solo poche battute.. Allora, cosa si prova ad indossare la maglia del Milan? R. Una grande gioia. Sognavo da tempo questo momento. D. E l’Inter? Cosa stai provando in questo momento pensando alla tua ex squadra? R. Io sono un calciatore professionista. Se mi offrono un contratto vantaggioso, io lo accetto. D. Ma l’amore, le questioni "di cuore"…? R. Guardami; la mia faccia è la stessa, ma il mio sorriso non è più quello di un bambino di 12 anni. Pur essendo uguale a quello di prima, se guardi bene, ora è diverso… guarda la luce negli occhi… Vedi? Non c’è più… Quella era la luce dei sogni… Ora sono sveglio… D. Qualcuno ti critica aspramente per questa tua scelta. Ti danno dell’immorale e del traditore.. dopo tutto quello che l’Inter ha fatto per lui, dicono… R. A queste persone rispondo che non sanno cosa significa essere un calciatore professionista. Sono io il protagonista della mia vita; per me è un’emozione fortissima pensare al derby contro l’Inter. Sarà qualcosa che non dimenticherò mai. Il calcio resta un gioco. O, se vogliamo, un palcoscenico; e sul palcoscenico si può cambiare ruolo. Ecco, io ho cambiato parte, ma pur sempre un gioco resta. Non facciamo drammi. Io sto vivendo emozioni fortissime… D. Esulterai se dovessi segnare nel derby? R. Non lo so. Va via, questo ragazzone dai grandi incisivi. Va via e mi lascia qui, al freddo di un sottopassaggio del Meazza. Va via, e porta con sé i segreti del suo cuore. Calciatore professionista dice lui. Emozioni fortissime… Una cosa pare chiara: Ronie ora gioca soprattutto per se stesso. La gente dell’Inter ha perso un amico del cuore.La gente del Milan ha trovato uno strumento per fare male ai cugini nerazzurri. Ma in fondo lo sanno anche loro: questo Ronaldo gioca per sé. February 19 Boxe: chi il più grande?Molto spesso nel mondo dello sport o, meglio, tra gli appassionati di sport, circola l'interrogativo su quale sia il campione dei campioni, il più grande di tutti i tempi. E inevitabilmente vengono fatti i paragoni "impossibili" tra campioni di epoche diverse. Maradona o Pelè? Schumacher, Senna o Fangio? Nel mondo della boxe, nella categoria regina, i pesi massimi, credo che, in assoluto, i nomi che vengono fuori dalle nebbie del tempo ed emergono su tutti gli altri, siano tre: Rocky Marciano, il campione imbattuto degli anni '50, Cassius Clay - Mohammed Alì, il dominatore degli anni 60 e 70 e Mike Tyson, l'inarrestabile campione degli anni 80. Tre campioni, tre modi diversi di combattere. Solido, resistente, caparbio e forte come una roccia l'italiano Rocky Marciano, l'unico campione del mondo imbattuto. Tecnico, agile, tremendamente intelligente, di grande personalità Mohamed Alì. "Vola come una farfalla, pungi come un'ape" il suo motto. Inarrestabile, violento, rabbioso e potente Mike Tyson. Forza, intelligenza, cieca potenza. Tre uomini che si sono imposti sulla loro epoca. Ma chi dei tre avrebbe prevalso sugli altri? Secondo il mio modesto parere, non Rocky Marciano: la boxe dopo di lui ha subìto una notevole evoluzione e, molto probabilmente, il "nostro" Rocky non sarebbe riuscito a tenere il passo, in un'epoca che ha segnato l'avvento e l'egemonia indiscussa dei pugili di colore. Se poi consideriamo che Alì sconfisse nell'epico match di Kinshasa il terrificante George Foreman, la cui potenza era forse superiore a quella di King Kong Tyson, lasciandogli sfogare per 7 riprese tutta la sua tremenda potenza, per poi mandarlo al tappeto ormai stremato dalla sua stessa foga, credo che la risposta sia inequivocabile: il più grande sarebbe stato Alì. Sì, la tecnica, l'intelligenza e l'agilità di Alì avrebbero probabilmente prevalso sulla rabbia e la potenza. La massima espressione di quella che dovrebbe essere "la nobile arte", e non un campionario di brutalità. Certo, i fan di Tyson e quelli di Marciano avrebbero molto da obiettare: forse la potenza di Tyson sarebbe riuscita a mandare giù anche Alì. E forse Marciano si sarebbe imposto alla sua maniera, con il suo destro inarrestabile e la sua caparbietà, sugli altri due. La verità, non la si può sapere. Solo un confronto diretto avrebbe potuto rivelarcela. Un confronto che può avvenire, ovviamente, nella nostra fantasia. ![]() Kinshasa, Zaire. 30 ottobre 1974. Mohammed Alì contro George Foreman. Due grandi campioni di colore, scrivono la pagina forse più importante nella storia della boxe. Sul suolo della Grande Madre Africa. ![]() Rocco Francis Marchegiano, alias Rocky Marciano. L'italo-americano che ha dominato la boxe mondiale negli anni 50. Il suo bilancio si chiude con 49 vittorie, di cui 43 prima del limite (20 entro la terza ripresa), e nessuna sconfitta. Un record tuttora imbattuto. Mai nessuno come lui. ![]() Mike Tyson (qui in un match contro Frank Bruno). La furia da lui espressa nella fase ascendente della sua carriera, che lo ha reso dominatore assoluto della sua epoca, gli consente di essere accostato ai più grandi del passato. December 04 Roma - Atalanta 2-1: ancora ombre sul campionato?La Roma batte l'Atalanta in casa, per 2-1, nell'anticipo di campionato.
Vince grazie a due calci di rigore. Il che è possibile, e legittimo. Ma di falli come quello del primo penalty (Carozzieri che strattona i calzoncini di Perrotta), se ne vedono tanti e nessuno, o quasi nessuno, viene sanzionato con la massima punizione. D'altra parte, all'Atalanta non ne viene concesso uno molto più limpido. Il secondo poi, è un vero regalo...
Effettivamente "l'arbitrarietà" concessa ai direttori di gara è uno dei punti deboli del calcio: il metro di valutazione cambia di partita in partita, e da arbitro ad arbitro, e nella stessa partita di momento in momento. E questo rende il calcio facilmente "manipolabile". Come abbiamo visto di recente...
Tra i giornalisti, si assiste alla corsa alla giustificazione: si parla di errori casuali, fortuiti, legati al "momento di transizione" che sta vivendo il mondo del calcio: sì, transizione, dallo sporco da cui si è usciti, verso lo sporco in cui il calcio andrà a finire di nuovo.
Già, perchè io non sono un giornalista, questa non è una testata sportiva, non è un giornale: è solo il mio blog, e posso infischiarmene del politically correct dei miei maroni. E posso dire quello che penso.
Eppure penso che, nonostante tutto, nonostante juventopoli, sia forse ancora dietrologia leggere, in questa "infelice" direzione di gara, intenzioni e "disegni" volti a favorire la Roma, unica antagonista di un'Inter sicuramente non amata dai vertici del calcio e dal "mondo arbitrale". Ma è sicuramente un male per il calcio, per lo sport-calcio, assistere a presunti errori, davvero inverosimili, da parte di professionisti che poi, quando vogliono, dimostrano di sapere "spaccare il capello".
Quantomeno si è danneggiata una squadra come l'Atalanta, fatta di calciatori non eccessivamente pagati che, per dirla con lo stesso Doni, si fanno il "mazzo" durante la settimana, per poi scendere in campo e farsi prendere in giro dall'arbitro. In nome di cosa? Dell'equilibrio del campionato? Salvo poi ricompensare l'Atalanta contro la prossima sciagurata di turno...
Questo è il calcio da cui si sperava di essere usciti. Ma giustizia non è stata fatta, almeno non del tutto; e la ventata di pulizia potrebbe presto cedere il passo al vecchio che "avanza", ma non nel senso che "va avanti", ma nel senso di "avanzo", di rifiuto: il rifiuto che i tifosi dovrebbero porre nei confronti di uno sport che ha finito da tempo di essere tale.
Spero di sbagliarmi. |
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