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日志


8月19日

Riflessioni su una zanzara: meno noiosa di molta gente....(tolleranza: zero :D)

Certo che le zanzare ne hanno di coraggio...
Sfidano di continuo la morte, si lanciano addosso ad esseri immensamente più grandi e potenti di loro... Entrano nelle abitazioni dell'uomo, un essere che si è dimostrato capace di mettere in crisi l'intero pianeta che ha colonizzato...un mostro da rabbrividire... eppure gli si buttano addosso, lo sfidano, gli prendono il fluido che ne è l'essenza vitale..
Oggi ne ho osservata una, mentre si apprestava a pungermi. Questo "incontro" ha suscitato in me delle riflessioni; devo ammettere che è stato molto più interessante e meno noioso che incontrare una qualsiasi delle persone che ho incontrato negli ultimi mesi. E mi ha fatto pensare a quanto caduca e vulnerabile sia la condizione dell'uomo. In quel momento ho realizzato, non senza un filo di malinconia, come il nostro corpo sia destinato ad un inevitabile disfacimento... Una piccola zanzara mi ha fatto pensare al tributo che anch'io dovrò versare al Pianeta in cui vivo, alla natura che mi ha generato e da cui sono venuto... e alla quale il mio corpo inevitabilmente tornerà.
In fondo la zanzara (tigre) voleva riscuotere solo un piccolo anticipo...
Peccato non possa raccontarlo a nessuno: ha avuto un incidente, spiaccicata com'era sul palmo della mia giovane mano. Sì, giovane, viva, così ribelle la mia mano, e lontana ancora, forse, da quel destino che, da qualche parte, nel tempo, la sta attendendo.
Vai avanti zanzara, ti raggiungo dopo.
 
8月13日

Il Cavaliere Oscuro: qui non c'è posto per Superman!

 
Non dirò niente riguardo il Joker, o riguardo la prova recitativa del bravo e sfortunato Ledger, deceduto a pochi giorni dall'uscita del film nelle sale, nè esprimerò opinioni sulle interpretazioni degli altri attori o sul lavoro di doppiaggio. 
Se ne parla già abbastanza ovunque, in qualunque recensione troviate in rete e non. Quindi, niente paragaoni tra il Joker di Ledger e quello di Nicholson, o tra il Batman di Nolan e quello di Burton. Mi riservo di affrontare il discorso, casomai, in un'occasione successiva.
Qui voglio parlarvi di una riflessione che ha suscitato in me la visione di questo film, e che riguarda la figura di Batman come eroe cinematografico, visto in relazione agli altri (ormai tanti) supereroi dei fumetti trapiantati sul grande schermo.
In un film in cui fanno da leit-motiv la dualità, la doppiezza, la contraddittorietà dell'umana condizione, è proprio e paradossalmente Batman, che pure rappresenta lo "sdoppiamento" di Bruce Wayne, a uscirne come personaggio "unico". Sì, Batman è unico. Non c'è spazio nel mondo di questo Batman, targato ancora una volta Nolan, per eroi fantascientifici, "perfetti" e solari come Superman, Flash, Capitan America o l'Uomo Ragno. Nel mondo di Superman ci sarebbe posto per qualunque altro supereroe, così come nel mondo di Spiderman o di Flash: tutti personaggi che infrangono il "muro del possibile" rientrando totalmente nel mondo dell'immaginario. Certo, puoi accostarli alla realtà, ne puoi fare delle metafore e iperboliche allegorie, ma nessun altro tocca il fondo dell'animo umano, quello più nascosto, come l'uomo pipistrello. Nessun altro come lui deve fare i conti con la propria debolezza e i propri limiti di uomo, con il dolore delle ferite riportate in battaglia e di quelle, impossibili da rimarginare, riportate nell'anima. E' ciò che ci spiattella in faccia il nuovo capitolo di Batman: un film che lascia l'amaro in bocca. Costruito probabilmente in maniera furba per aprire un varco al sequel, lascia lo spettatore graffiato, forse offeso, costretto ad identificarsi con le proprie debolezze e i propri limiti di essere umano. In una Gotham City dove il male assume le sembianze folli del Joker, il suo antagonista, l'altra faccia della medaglia, Batman, alter-ego del multimilardario Bruce Wayne, da super-uomo diventa "Frankenstein", una creatura della notte che si fa carico di tutto il male, di tutte le colpe, anche di quelle che non ha. Ed è costretto a fuggire, a nascondersi dagli stessi uomini che ha sempre difeso, in una sorta di caccia alle streghe nella quale lui diventa il simbolo, il capro espiatorio della debolezza degli uomini. E in mezzo, tra il demone-Joker e il superuomo-Batman, c'è il Procuratore Harvey Dent, un uomo che vivrà sulla propria pelle la dicotomia tra bene e male, divenendo egli stesso una mostruosa incarnazione di questo dualismo. Una pellicola dal gusto amaro, dunque. Amaro perchè il bene stavolta non trionfa, o almeno trionfa solo in parte, riportando anche pesanti sconfitte. Un eroe umano questo Batman, troppo umano.
Consigliato: a chi ama i film d'azione, gli effetti speciali, i fumetti, e a chi piace pensare e riflettere, senza limitarsi all'apparenza.
Sconsigliato: a chi non è disposto a concedere nulla alla fantasia, a chi non sopporta le immagini violente, a chi non piacciono azione ed effetti speciali... e a chi odia il Joker Animoticon 
Voto personale: 7/10