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    April 17

    Parassiti, simbionti e commensali.

    Che il governo Prodi fosse nato male, non c'erano dubbi; era sotto gli occhi di tutti.
    Un governo schiavo dei piccoli partitini, necessari per avere la striminzita maggioranza in parlamento, schiavo di Mastella da una parte, dei Caruso & simili dall'altra. Un esecutivo paralizzato, invischiato nei tira e molla tra le diverse anime che lo popolavano.
    Se a questo aggiungiamo la profonda crisi economica in cui sta sprofondando il nostro Paese, la percezione negativa, riguardo il mandato del Professore, risulta enormemente amplificata.
    Una legislazione fatalmente destinata a sgretolarsi, passando alla storia come una tra le peggiori, se non in assoluto la peggiore di tutti i tempi.
    E, altrettanto fatale e ineluttabile, è parsa la virata degli italiani verso il centro-destra, verso Berlusconi e i suoi alleati.
    Geniale Berlusconi, non c'è dubbio. Ha fatto la cosa più semplice, che poi è sempre la cosa geniale: ha eclissato la ventata di nuovo che la nascita del PD recava con sè, ha fatto un leggero maquillage al suo partito, spacciandolo come partito nuovo. Ha termo-valorizzato le macerie del governo Prodi. Ha raccolto i frutti di una legge elettorale ammazza-nani, nel cui tritacarne sono incredibilmente finiti, tra gli altri, i comunisti. Forte dell'appoggio multivitaminico di Lega e AN, per ragioni diverse fedeli alleati. E si è permesso il lusso di vincere senza Casini.
    A Veltroni, l'onore delle armi. Il riconoscimento di essere stato il vero rivoluzionatore della politica italiana. Scelte coraggiose le sue. Come quella di lasciare fuori i comunisti, determinandone di fatto la scomparsa dalla scena politica. Il riconoscimento di un impegno vero, reale, alla legalità, alla pulizia, contro le vecchie logiche vetero-politichesi, contro tutte le mafie. E, come era prevedibile, ne ha pagato le conseguenze.
    Speriamo che la sua semina non vada sprecata, e che il Paese possa raccoglierne i frutti in futuro.
    Berlusconi.
    La sua vittoria nasce chiaramente sotto il segno del Carroccio, ma non solo.
    Il nuovo esecutivo ha due parassiti, due simbionti che, in maniera diversa, ne hanno permesso la vittoria.
    Ma ora si metteranno alla cassa, ora aspettano l'occasione per esigere, riscattare l'obolo.
    Questi simbionti sono le mafie al sud, e la Lega al nord.
    Due "movimenti", due fenomeni che, è chiaro e ovvio, nascono e si sviluppano con modalità e motivazioni profondamente diverse, ma che, a ben guardare, hanno qualcosa in comune: entrambi profondamente radicati nei rispettivi territori, sono inter-classisti, cioè raccolgono consensi e appoggi trasversalmente in tutte le fasce di popolazione. Non rispondono ad ideale alcuno, non sono dei veri movimenti politici ma della politica si servono, come simbionti, forti della loro presa sulla gente, presa che è legale e legittima in un caso, illegale e coercitiva nell'altro.
    La Lega pensa al Nord, dimenticando che le sue industrie sono decollate anche grazie alle tasse pagate dal Sud, grazie ai meridionali che, col loro onesto lavoro, hanno fatto grande il Settentrione d'Italia. Nonostante ciò, a dire il vero, non hanno tutti i torti, visto come (non) funziona il Sud. Ma la soluzione che propongono, il sogno che hanno nel cuore, sono profondamente ingiusti.
    La mafia pensa a se stessa, ovviamente, parassitando quello che può, con l'unica preoccupazione di non fare troppo rumore, per evitare risposte troppo energiche da parte di ciò che resta dello Stato.
    A ben pensarci, gli interessi dei due simbionti sono convergenti.
    Che ne sarà dell'Italia?